Potrebbe addirittura essere anticipato il giudizio nel merito dell’installazione dell’antenna in piazzale della Croce, a Bassiano. L’udienza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio fissata per il prossimo 10 maggio, che dovrà esprimersi sul ricorso avanzato da Achille Salvagni, potrebbe aprire un fronte dal punto di vista amministrativo, con la procedura dell’ente ritenuta scorretta in quanto non rispettosa del regolamento su questo tipo di impianti approvato dallo stesso consiglio comunale. Tra i molti dubbi cui i giudici della sezione di Latina del Tribunale amministrativo dovranno fornire una risposta, uno trova improvvisamente una risposta, in relazione alle autorizzazioni di carattere paesaggistico e ambientale. Una nota del Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo protocollata qualche settimana fa allo stesso Comune di Bassiano, dopo un esposto presentato all’inizio di gennaio, toglie ogni dubbio. Nella nota della Soprintendenza si legge chiaramente che lo stesso ufficio non ha concesso alcun tipo di autorizzazione al Comune di Bassiano per l’installazione del palo utile a sorreggere le antenne, una o più come previsto dal progetto. Nella nota si legge testualmente: “In riferimento all’esposto relativo alla presunta installazione abusiva di antenna per telecomunicazioni in Piazzale della Croce, questa Soprintendenza, effettuate ricerche presso i propri archivi e non risultando richieste di autorizzazioni in merito alla installazione di antenna per telecomunicazioni, può con ragionevole certezza affermare che non sono state rilasciate autorizzazioni paesaggistiche relative alla installazione di cui in oggetto”. Nessuna autorizzazione, stando a quanto sostengono dagli uffici romani del Ministero e, conseguentemente, una richiesta dagli stessi uffici (firmata dal responsabile del procedimento Alessandro Catani, dal soprintendente Saverio Urcioli e dal funzionario incaricato Ursula Piccone) che sembra particolarmente esplicita: “Si chiede pertanto all’amministrazione comunale di verificare la legittimità dell’intervento e relazionare di seguito la Soprintendenza. Nel caso di illegittimità dell’intervento, il Comune relazioni circa le misure che porrà da subito in essere per la rimozione dell’abuso stesso”. Una vera e propria tegola, con l’ente che dovrà dimostrare di aver ottenuto l’autorizzazione e, allo stesso tempo, dimostrare che le procedure adottate per l’installazione siano state legittime in relazione ad un regolamento adottato dallo stesso ente.