Volano scintille, come ci si poteva attendere, tra maggioranza e opposizioni durante la commissione elettorale convocata sabato mattina per assegnare le nomine degli 88 scrutatori che saranno impegnati nelle 22 sezioni di Sezze il prossimo 4 marzo, giorno in cui i cittadini sono chiamati a votare per Camera e Senato e per presidente e nuovo consiglio regionale del Lazio. Come previsto, la maggioranza ha deciso di tirare dritta con la nomina per chiamata diretta dei 66, mentre le opposizioni (il gruppo de Il Biancoleone e quello di SezzeBeneComune) spingeva per il sorteggio tra i 2170 nomi che compongono la lista, secondo un principio che favorisse la scelta casuale a sostegno della democrazia e della trasparenza. A giustificare la scelta della maggioranza ci ha provato il capogruppo del Pd Armando Uscimenti, che ha spiegato come l’ente non fosse in quel momento organizzato a procedere tramite sorteggio. Una posizione che, anche in barba a quanto sostenuto dalla maggioranza Campoli (di cui Uscimenti faceva parte) nel marzo 2017 circa l’opportunità di sorteggiare e non più di scegliere, è stata smentita dai fatti, con le minoranze che hanno preteso che i loro 22 scrutatori venissero comunque sorteggiati. Stante la difficoltà di compiere l’operazione all’interno dell’aula consiliare, ci si è quindi spostati nella stanza del sindaco, dove un funzionario comunale, inseriti nel sistema i nominativi presenti nelle liste, ha proceduto all’estrazione di 22 scrutatori in quota minoranza che saranno impegnati nelle 22 sezioni del territorio setino. Paradossale, in quel momento, il fatto che di nominativi ne siano sorteggiati 88, azione che di fatto ha smentito quello che qualche minuto prima aveva sostenuto il capogruppo del Partito Democratico. A verbale della commissione, oltretutto, il consigliere Serafino Di Palma ha preteso che venisse riportato per intero un intervento nel quale si sottolineavano le richieste esplicite delle minoranze e, in qualche modo, si stigmatizzava la posizione assunta dalla maggioranza. Tornati in aula, infine, il sindaco Di Raimo e i consiglieri Uscimenti e Polidoro, a causa della mancanza di unanimità, sono stati costretti a scrivere per ogni sezione un nome di gradimento della maggioranza. Composta la griglia degli 88 e sorteggiati (questa volta random) i 40 supplenti, si è proceduto alla lettura delle composizioni delle 22 sezioni. Ma la sensazione è che sia stata un’occasione persa per far valere un principio semplice, quello dell’equità.

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