Lo scorso 9 novembre i passeggeri del treno proveniente da Roma Termini, giunti alla stazione di Minturno Scauri, sono rimasti bloccati all’interno del mezzo. A causa di un malfunzionamento, infatti, le porte del treno non si erano aperte, impedendo ai passeggeri di scendere o salire. Tuttavia, come se nulla fosse, il treno è ripartito incurante, intrappolando così i passeggeri al suo interno. Ecco quanto dichiarato dell’associazione pendolari di Minturno Scauri: “Dopo binari tolti, biglietterie mancanti o mal funzionanti, assenza di abbattimento di barriere architettoniche, avvisi per i reclami, servizi e altro, alla Stazione di Minturno-Scauri accade anche che un treno arrivi e non si aprono le porte e, quindi, i passeggeri non possono salire o scendere e il treno riparta come se tutto fosse regolare. I fatti sono accaduti il giorno 9 novembre scorso ed il treno interessato è il 2383 con partenza alle 10.36 da Roma direzione Napoli e in arrivo alle 12.20 a Minturno Scauri. Ancora disagi e disservizi che si ‘scaricano’ sui pendolari e sui viaggiatori , mentre sembra tutto sia permesso a RFI e Trenitalia che si consolano con le statistiche. Ma incomincia ad accadere sempre più spesso che viaggiatori e pendolari rispondono in modo deciso con reclami ed esposti e questa volta coinvolgeranno anche le norme sulla sicurezza. E noi continuiamo a sostenere viaggiatori e pendolari su questa linea. Non sappiamo le cause specifiche del caso e di casi analoghi che accadono sempre più spesso sulla FL7 e non solo, ma sappiamo le cause che sono a monte. Una di queste è il voler perseguire l’automazione, il controllo automatico, come strategia di efficienza ed economicità, ma fino a che punto? Ci sono aspetti, come la qualità del servizio, la manutenzione ordinaria e straordinaria, l’igiene, la sicurezza, nelle stazioni e sui treni, l’affollamento dei convogli che non possono essere solamente ‘automatizzate’ ma richiedono l’impiego di personale, anche qualificato nonché della partecipazione attiva dei viaggiatori e soprattutto dei pendolari e dei lavoratori del TPL. Senza di questo la politica della ‘razionalizzazione economica’ che interviene con tagli di personale, di binari, di servizi a tutti i livelli e persegue solo fantomatici risultati statistici senza tenere in debito conto soddisfacimento e partecipazione di pendolari e lavoratori non può essere vincente”.