Quella dell’approvazione del Documento Unico di Programmazione del Comune di Sezze, relativo alle annualità 2018-2020, poteva essere un momento delicato per la maggioranza consiliare. Ma la compattezza e l’unità di intenti che si aspettavano da oltre 3 mesi sono finalmente arrivate. Il gruppo consiliare ha dimostrato carattere, non tanto sul documento in sé, simile a tanti altri e figlio comunque anche della gestione targata Andrea Campoli, ma sulla capacità di difendersi dagli attacchi delle minoranze, del gruppo Biancoleone in particolar modo, che prima nella conferenza stampa, poi nella relazione di Serafino Di Palma sull’inconsistenza del Documento Unico di Programmazione, aveva stuzzicato sindaco e consiglieri di maggioranza. Le risposte in effetti non sono arrivate sulle critiche nei confronti del Dup, ma su alcune frasi pronunciate dagli esponenti di minoranza nei confronti dei colleghi dall’altra parte dei banchi. Parole come “illegalità” e “consorteria” non sono passate inosservate e la levata di scudi a difesa del proprio operato e, soprattutto, di attacchi che sfociavano nel personale, non è mancata. A prendere la parola il capogruppo del Pd, Armando Uscimenti, poi Federica Fiorini sempre per conto del Pd, che hanno difeso strenuamente il lavoro che si sta cercando di svolgere, infine Francesca Barbati, che è addirittura entrata nel merito delle questioni tecniche. Ma a non gradire gli strali delle opposizioni è stato soprattutto il consigliere di Sezze Futura Mauro Calvano, avvocato nella vita, che ha preso la parola (restando oltretutto seduto proprio in risposta agli attacchi personali) ed ha invitato in maniera particolarmente esplicita le opposizioni a moderare i termini e, soprattutto, a non utilizzare termini che hanno dei significati ben precisi. Nel suo intervento Calvano ha sottolineato come dalla minoranza non siano finora arrivate proposte nonostante diverse aperture, soprattutto in commissione, ed ha invitato a presentare i documenti in Procura per giustificare quelle parole durissime.