Testa bassa e pedalare, con una serie di compiti non ancora esauriti e con un territorio che ha ancora margini di crescita culturale ed economica. Sono stati questi, in estrema sintesi, i principi esposti da Quirino Briganti, amministratore della Compagnia dei Lepini, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso la sede della società a Sezze, in via Umberto I. Nel corso dell’incontro il presidente della Compagnia, dopo due video introduttivi nei quali sono state proiettate immagini e peculiarità del territorio lepino (nel primo) e le iniziative della società nell’anno 2016 (nel secondo), ha preso la parola, parlando per circa 40 minuti dello stato attuale della società che gestisce, con particolare attenzione ai progetti che si stanno per intraprendere, quelli già consolidati e quelli che stanno per essere presentati alle comunità che compongono la struttura della stessa società: “I Lepini sono un’area vasta e complessa – ha esordito Quirino Briganti – con 150mila abitanti distribuiti in 20 Comuni che fanno parte di 3 province. Serve una strategia di sistema con azioni integrate per far funzionare tutto. Serve capacità di ragionare dentro dinamiche di sistema, senza inutili campanilismi”. Una premessa necessaria, che sicuramente alza il livello, almeno quello culturale, rispetto alle polemiche delle scorse settimane, con il definanziamento del Gal, la scelta di 3 Comuni (“Su Sezze spero in un ripensamento e conto nelle capacità delle amministrazioni di cogliere questa opportunità”, ha spiegato Briganti) di alienare le proprie quote e con il progetto “La Città delle Città dei Monti Lepini” che non ha ottenuto riconoscimenti, seppure piazzandosi bene in graduatoria. 3 atlanti, uno sulle arti dei Lepini, gli altri due su flora e fauna, il progetto Genti Lepine, la digitalizzazione delle biblioteche e un’app che permetterà l’interazione con le stesse, il teatro e, ciliegina sulla torta, la possibilità di ospitare gli Stati Generali dell’Appennino la prima settimana di dicembre. Riparte da qui la Compagnia, dai fatti, senza polemiche strumentali e senza soprattutto, scendere al livello di chi queste polemiche ha deciso di continuare a farle, sempre nell’interesse del territorio.