Stop al pesce fresco a tavola per l’avvio del fermo pesca da lunedì mattina, con il blocco delle attività della flotta da pesca italiana dallo Ionio al Tirreno con riguardo al tratto di costa da Brindisi a Civitavecchia, interessando direttamente il mercato romano e laziale. Il fermo resta in vigore fino al 10 ottobre. Lo ricorda Coldiretti Impresapesca. In un paese come l’Italia che importa più di 2 pesci su 3, nelle regioni interessate dal fermo biologico, come il Lazio, aumenta il rischio di ritrovarsi nel piatto, per grigliate e fritture prodotto straniero o congelato, se non si tratta di quello fresco nazionale proveniente dalle zone dove non è in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla limitata attività locale comunque concessa alle barche della piccola pesca che possono continuare ad operare. Per fare acquisti sicuri al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti è verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (GSA). “Invito i consumatori ciociari – dice Pietro Greco, direttore Coldiretti di Frosinone – a prendere la buona abitudine di rivolgersi agli operatori della filiera corta che, anche nella vicina provincia di Latina, dal golfo di Gaeta fino a Terracina, fanno vendita diretta del pescato locale, come il mercoledì al mercato di Campagna Amica di Latina o presso le cooperative associate Uecoop, come nel caso di quella di Terracina, che raggruppa pescatori locali che possono essere seguiti in tutte le fasi della loro attività quotidiana, dall’arrivo dei loro pescherecci in porto fino all’asta che si tiene al pomeriggio”. “Sono tanti i ciociari che anche in inverno si spostano nella vicina provincia pontina per approvvigionarsi di pesce fresco e a loro rinnovo l’invito a privilegiare il rapporto diretto con chi fa la filiera corta, con chi cioè vende il prodotto pescato nei nostri mari. Il fermo – ricorda Vinicio Savone, presidente della Coldiretti provinciale – riduce drasticamente il quantitativo di fresco locale, per cui acquistare da chi vive e opera sul territorio è la miglior garanzia di freschezza e sicurezza alimentare”.