Piccoli o grandi interventi su strutture già esistenti, ristrutturazioni, messe in sicurezza e qualche cambiamento rispetto all’esistente, con poche eccezioni, che comunque non riescono ad invertire il trend. Parliamo della gestione del Lavori Pubblici a Sezze, troppo condizionata dai tagli dello Stato nei confronti di iniziative volte a cambiare l’aspetto di città in forte crescita, ma che spesso non riescono a stare al passo con i tempi. I cantieri a Sezze sono sempre meno, i soldi a disposizione dell’ente bastano soltanto all’ordinaria amministrazione e spesso non riescono nemmeno a coprire quella. Basti pensare che l’opera più importante degli ultimi anni è il nuovo depuratore di Sezze scalo, costato circa 6 milioni di euro e che l’attuale amministrazione in campagna elettorale avrebbe promesso di aprire e rendere funzionante entro la fine dell’estate, progetto che probabilmente non si riuscirà a portare a termine. Intanto arrivano soldi per la riduzione dell’impatto energetico e di conseguenza di rispetto per l’ambiente, i cui progetti redatti dalla Regione Lazio questa mattina saranno presentati nel corso della commissione Lavori Pubblici prevista per le 10, ma allo stesso tempo si rischia di perdere un importante finanziamento per la ristrutturazione di Piazza San Lorenzo, nel cuore della città. I ritardi nella progettazione, con le prime bozze che non avevano convinto qualcuno del Palazzo, poi i conseguenti ritardi nell’assegnazione dei lavori e nella loro partenza. Tutte situazioni che rischiano di far perdere intorno ai 300mila euro, con diversi amministratori locali che si sono già mossi nei confronti delle sedi competenti per evitare che questo accada e che la piazza nel centro storico possa essere sistemata. Quello che si nota, in questa situazione di grave disagio finanziario, è che i progetti sono sempre a breve e medio-breve termine. Nel 2017 ci sono ancora tantissime zone in cui la rete fognaria non è stata realizzata, con evidenti situazioni di disagio per scarichi a valle e per fosse biologiche. Ancora peggio, se possibile, la questione legata alla metanizzazione, iniziata e finita in breve tempo negli anni ‘90, che ha lasciato con il vecchio Gas Propano Liquidi almeno 3/4 dei residenti delle zone periferiche, che non possono usufruire del servizio e che, ancor peggio, non ne sentono nemmeno più parlare dai politici locali, nemmeno in campagna elettorale.