Potrebbe cambiare la composizione del consiglio comunale di Sezze. Dopo alcune indiscrezioni, infatti, si è avuta la conferma del primo ricorso presentato sulle schede elettorali per la tornata dello scorso 11 giugno. A chiedere al Tar un approfondimento sulla validità di alcune schede è stata Giovanna Marchetti, terza e prima dei non eletti nella lista “Sezze Protagonista con Di Raimo”, che ha portato nella massima assise cittadina due consiglieri, Alessandro Ferrazzoli e Francesca Barbati, rispettivamente eletti con 397 voti e 228, mentre la Marchetti si è fermata sui 221, a soli 7 voti dalla Barbati. Ma dopo l’analisi di alcune schede, considerata la preferenza di genere e considerato che nella stessa lista c’era un altro Marchetti, Luciano, la candidata ha deciso di vederci chiaro e, sostenuta dall’avvocato Luigi Vocella, ha presentato il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. Sarebbero circa 50, distribuite in diversi seggi di Sezze, le schede cui è stato dato un giudizio anomalo. Secondo la ricorrente molti voti le sarebbero stati annullati perché l’elettore si sarebbe limitato a scrivere il suo cognome piuttosto che cognome e nome o iniziale. La candidata fa leva proprio sulla preferenza di genere: nel suo ricorso, infatti, si segnalano casi in cui il voto “Ferrazzoli-Marchetti” non è stato considerato nullo (per il principio secondo il quale non era stato specificato il nome di Marchetti) ma, stando a quanto testimoniato nelle pagine a corredo del ricorso, la scheda sarebbe risultata valida solo per l’assegnazione del voto al simbolo “Sezze Protagonista con Di Raimo” e al consigliere Ferrazzoli. Proprio qui l’assurdità, sempre secondo la ricorrente, della decisione degli scrutatori di renderla valida solo in un verso, con la preferenza di genere che inevitabilmente avrebbe dovuto premiare la volontà dell’elettore ed assegnare il voto ad entrambi i candidati. Da qui la decisione di ricorrere contro il Comune (resistente), coinvolgendo anche gli altri due candidati, Alessandro Ferrazzoli e Francesca Barbati. A mettere un punto sulla vicenda sarà il Tar, che il 19 ottobre stabilirà se il ricorso sarà legittimo e se si dovrà ricorrere alla riassegnazione delle schede contestate.