“Sabato 13 maggio abbiamo ascoltato le dichiarazioni dei candidati a Sindaco di Sezze. Nessuno di essi ha inteso esprimere una posizione chiara e precisa in merito alla “legittimità” del collettore fognario in corso di realizzazione sopra il Brivolco, sotto al riparo Roberto. Il problema c’è ed è ben noto, perché, come si legge dalla stessa intitolazione del progetto “Realizzazione di un nuovo depuratore e tracciato di adduzione, con conseguente eliminazione degli impianti di Casali e di Sezze scalo, opere che interessano aree a pericolo molto elevato di frana-fascia A, molto elevato per inondazione- fascia A1 e aree di attenzione idraulica”. Il collettore è In evidente contrasto, quindi, con le Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Lazio – P.A.I. che vietano esplicitamente “… movimenti di terra e tutte le attività che possono aumentare il livello di pericolo e la realizzazione di collettori fognari, condotte d’acquedotto, gasdotti o oleodotti”. Torna sul tema del depuratore Luigi Gioacchini, esponente del Movimento Libero Iniziativa Sociale, che in una nota spiega: “Per aggirare la norma si è cercato di sostenere che il “nuovo collettore”, così definito nella documentazione tecnica e nella documentazione autorizzativa, rientra nella fattispecie degli interventi su strutture esistenti. Ma il collettore in corso di realizzazione che attraversa il fronte di frana è un’opera completamente ex novo, che non sostituisce nulla di preesistente. Per ulteriore grave incongruenza nella documentazione presentata per ottenere i pareri delle autorità competenti si afferma che il collettore sarebbe dovuto essere realizzato “mediante la tecnica del no-dig(senza scavo), dichiarando che: “L’opera in tal senso è fortemente migliorativa in quanto sono evitati scavi che possono compromettere l’assetto e la stabilità dell’area”. E’ sotto gli occhi di tutti, invece, che il collettore fognario che si sta costruendo a Sezze viene realizzato con scavi a cielo aperto nella zona di frana, con tutte le possibili conseguenze del caso. Che fine hanno fatto le pesanti prescrizioni in base alle quali la stessa Autorità dei Bacini Regionali del Lazio ha potuto rilasciare parere? Si sono artatamente confuse le carte, oppure la Regione ha scientemente ignorato la legge? Se esiste un’altra spiegazione diversa da queste due ipotesi, non si capisce come mai Zingaretti non abbia ancora ritenuto di rispondere all’interrogazione a risposta scritta, presentata dal consigliere Fabrizio Santori in data 13.06.2015. E’ a conoscenza dei candidati che lo stesso Santori, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma in data 25.10.2016? Di tutto ciò nessuna traccia – conclude la nota – nel confronto di sabato; sembra che questa opera , il cui iter è iniziato dal 2008, finanziata con 5.400.000 euro, di cui 1.400.000 euro direttamente dalle tasche dei cittadini di Sezze, non abbia alcun problema incombente che ne potrebbe compromettere il completamento. Intanto paghiamo a peso d’oro ad Acqualatina una depurazione senza depurazione, oltre a quanto già ampiamente sborsato alla precedente concessionaria Dondi”.