“La discussione sul Piano Economico Finanziario della Latina Ambiente avvenuta qualche giorno fa in consiglio comunale ha evidenziato la miopia e l’inadeguatezza del modello di raccolta rifiuti adottato dal sindaco e dalla sua maggioranza. Un metodo che nei fatti esclude ancora una volta la volontà di procedere con una raccolta differenziata integrale porta a porta. La conseguenza è che il Comune di Latina è uno tra i peggiori in Italia in qualità e quantità della raccolta differenziata effettuata: un misero 33,76%”. Così il consigliere comunale del Partito democratico e presidente della commissione trasparenza Omar Sarubbo spiega l’analisi dei dati fatti sulla raccolta differenziata a Latina. “L’intervento in aula del capo della maggioranza Fabio Cirilli, oltre ad aver riconosciuto e certificato l’insufficiente risultato ottenuto, ha seppellito la speranza di tutti quei cittadini che desiderano una città più pulita. Attraverso il suo intervento – afferma Sarubbo – la maggioranza ha gettato la maschera affermando la volontà di non voler investire in progetti di raccolta differenziata integrale neppure per i prossimi due anni. Ne consegue che proseguiranno attraverso l’utilizzo costoso dei cassonetti dell’immondizia a differenza di quanto avevano promesso nel programma elettorale “La sfida del fare”, presentato dal sindaco alla città. Il sistema arretrato di utilizzo dei cassonetti è sbagliato e costoso perché incentiva la produzione di rifiuti indifferenziati da gettare in discarica (che paghiamo profumatamente) e riduce gli introiti derivanti dal riciclo dei rifiuti in quanto la poca differenziata prodotta è una differenziata “sporca” e fatta male e quindi riduce la frazione di rifiuto valorizzabile e i proventi che il Comune potrebbe incassare”. Dal 2011 al 2012 il costo per la differenziata cresce di 300 mila euro (da 1 milione 514 mila a 1 milione 837 mila) ma la quantità della raccolta non aumenta. Il costo per il ‘rassetto a terra’ dei rifiuti affidato alle cooperative, inoltre, costa 500mila euro l’anno. “Sarebbe più utile – sostiene il consigliere del Pd – che questa forza lavoro venisse impiegata anche e soprattutto per attività più dignitose e utili alla comunità, come per esempio la raccolta differenziata condominiale”. A completare il quadro di questo maldestro modello che propongono gli amministratori, si rilevano altre tre gravi mancanze: la raccolta degli oli esausti che era stata promessa non è mai partita, la campagna di comunicazione e sensibilizzazione è stata ridotta stanziando 43 mila euro in meno, la raccolta dei differenziati ingombranti presso le isole ecologiche itineranti è stata avviata solo per metà perché, nonostante le promesse, il sistema degli Ecopunti che doveva garantire sconti in bolletta ai cittadini non è stato avviato. Alla Latina Ambiente l’acquisto dei mezzi tecnologici per avviare il bel servizio costò circa 50 mila euro ai quali si aggiungono i 15 mila per aggiornare il software informatico spesi quest’anno ed il tempo perso nelle costose riunioni di commissione per preparare e approvare il regolamento. Nonostante tutto questo lavoro e queste spese il servizio ancora non è partito: “In Italia oltre 1200 comuni superano il 65% di differenziata e di questi 330 addirittura raggiungono percentuali del 90% mentre Latina resta ferma e lo resterà ancora per molto tempo perché Di Giorgi, Cirilli e la maggioranza non hanno volontà di investire in questa direzione. Per spiegare quanto male sta facendo questa maggioranza al settore basta fare il paragone infelice con chi li ha preceduti. In sostanza addirittura Zaccheo è riuscito a fare meglio di loro facendo partire la differenziata nei borghi e raggiungendo percentuali del 31% dalle quali non si riescono più a ‘schiodare’ Cirilli e soci. Questo atteggiamento – conclude Sarubbo – avrebbe trovato una esile giustificazione nel caso in cui avesse prodotto una riduzione del Pef e conseguentemente delle bollette. Invece il costo del servizio non diminuisce e le bollette sono aumentate di qualche euro a famiglia. Insomma dobbiamo registrare un fallimento su tutta la linea: culturale, ambientale e contabile”.