E’ stato rinviato a giudizio il chirurgo Sergio Acampora, accusato da decine di pazienti di aver impiantato loro protesi difettose per risolvere problemi alla schiena, aggravando le loro patologie. A disporre un processo per il medico, accusato di lesioni personali colpose aggravate, somministrazione di medicinali guasti e violazione del decreto legislativo in materia di dispositivi medici, è stata il sostituto procuratore della Repubblica di Bologna, Laura Sola. Tutto è partito con le prime denunce presentate in provincia di Latina da parte di pazienti del medico operati nella struttura convenzionata “Villa Erbosa” di Bologna. A pazienti afflitti da problemi lombari venivano applicati fissatori interspinosi chiamati ‘Lumbarfix’. Ma dopo qualche mese le protesi si deformavano o si rompevano, causando enormi disagi ai pazienti e il rischio concreto di paralisi. Dopo le prime indagini si è venuto a scoprire che le protesi erano prodotte dalla “Nitilium Research” di Napoli, con amministratore unico la moglie del chirurgo e soci i loro figli. Ultimati gli accertamenti su dodici pazienti tra quelli che hanno presentato denunce, il sostituto procuratore bolognese ha emesso un decreto di citazione a giudizio per Acampora, ipotizzando i reati di lesioni colpose aggravate, somministrazione di medicinali guasti e omessa comunicazione al Ministero degli incidenti verificatisi. Sulla vicenda c’è stato di recente anche un servizio realizzato dalla trasmissione di Italia1 Le Iene, nelle quali venivano intervistati molti pazienti (soprattutto setini) che adesso, rappresentati dagli avvocati Ezio Bonanni e Oliviero Sezzi, si preparano a costituirsi parte civile. Il processo è fissato per il prossimo 29 gennaio davanti al Tribunale di Bologna.