I lavori erano iniziati qualche settimana fa a Porta Romana (piazzale XX Settembre). In molti a Priverno si erano chiesti cosa il Comune volesse lì realizzare. Poi, qualcuno ha detto che si trattava di una cosiddetta “Casa dell’acqua”. Improvvisamente, tutto smantellato e lavori sospesi. Ora, sulla vicenda torna il responsabile del Circolo privernate di Sel, Federico D’Arcangeli. Il quale ha assicurato che, tra qualche giorno, quando saranno superare alcune strettoie burocratiche che hanno ritardato l’operazione, anche a Priverno sarà installata la prima “Casa dell’acqua” e il Comune lepino sarà allineato alle centinaia di altri Comuni che in tutta Italia ormai sono decisamente impegnati nell’opera di promozione e di valorizzazione delle loro risorse naturali. Per la cronaca il Comune di Sonnino ha già attivato il servizio qualche mese fa (come da foto). Si tratta di un’azione – ha sottolineato D’Arcangeli – che mira a proporre alle famiglie una forma concreta di risparmio, a far crescere la consapevolezza della necessità di ridurre alla fonte la produzione di rifiuti (quanta plastica risparmiata!) e su questa strada anche a diffondere la cultura di un consumo più rispettoso dell’ambiente e insieme una riflessione sulla limitatezza delle risorse. E allora, secondo l’esponente Sel, appare del tutto scontato (ma pare che la cosa sia già nei programmi dell’amministrazione comunale) che questa iniziativa debba coinvolgere anche la scuola, non solo rispetto all’uso in sé dell’acqua pubblica nelle mense, invece di quella imbottigliata, come avviene ora, ma anche come  veicolo formidabile di trasferimento di informazioni e di idee e di coinvolgimento delle famiglie.

Mario Giorgi