È stata presentata nei giorni scorsi da Prolab – Produttori Lazio bufalini – la domanda relativa al riconoscimento come organizzazione dei produttori presso la Regione Lazio. Continua, così, il percorso che la neo associazione si è data sin dalla costituzione per la valorizzazione del latte bufalino prodotto nel Lazio. L’associazione, nata grazie all’iniziativa partita dalla Coldiretti di Latina e resa possibile anche in virtù della sinergia con la sede ciociara dell’organizzazione, si prefigge gli obiettivi di fornire ai produttori gli strumenti mediante i quali aprire un nuovo ciclo utile a valorizzare il proprio prodotto, cogliendo anche grandi opportunità reddituali ed invertendo un trend che nel passato, purtroppo, ha penalizzato gli allevatori. L’obiettivo prioritario è quello di presentarsi sul mercato con una forte caratterizzazione del marchio Lazio, ma ulteriori vantaggi potranno ottenersi, ad esempio, dalla possibilità di centralizzare gli acquisti, ottenendo concrete riduzioni dei costi di produzione. Superati ampiamente i numeri minimi previsti quali requisiti per il riconoscimento dell’O.P. In sintesi, rispetto ai requisiti minimi previsti dalla vigente normativa per ottenere il riconoscimento di O.P. operante nel settore (minimo 5 soci ed € 1.000.000,00 di fatturato), Prolab può vantare, sin dal momento della presentazione della domanda, su un numero di soci – tra singoli ed associati in cooperativa – molto più significativo, nonché su un fatturato medio, nel corso dell’ultimo triennio, pari ad € 8.831.341,00 di latte di bufala venduto.

“Per Prolab – ha detto il direttore della Coldiretti Latina, Saverio Viola che è anche il segretario della Prolab presieduta da Pierluigi Benetti Panici – l’aver presentato a soli quattro mesi dalla costituzione il riconoscimento in Regione rappresenta un grande risultato”. Prolab può contare ad oggi su 4 caseifici tra quelli aziendali ed artigianali i cui titolari rappresentano uno spaccato dei soci costitutori. “Stiamo lavorando – ha detto il presidente Panici – per la dotazione di un disciplinare di produzione della mozzarella di bufala, prevedendo l’esclusivo utilizzo di latte fresco di bufala di origine laziale, nonché del disciplinare di commercializzazione con il relativo uso del marchio. Una finalità impegnativa – ha aggiunto il presidente Panici – ma che può e deve essere raggiunta per consentire agli allevatori di bufala laziali di utilizzare il proprio latte per produrre ottima mozzarella e presentarsi così con un prodotto di eccellenza direttamente ai consumatori”. Anche sul piano della commercializzazione le prime risposte che arrivano dal mercato sono più che soddisfacenti. “Infatti – spiega Carlo Crocetti, presidente di Coldiretti Latina – da qualche settimana il prodotto Prolab ha riscosso successo e consensi in termini di giudizi e quantità di prodotto venduto nei mercati di Campagna Amica del Circo Massimo e del Tiburtino, oltre che in quello di Latina (in questo ultimo caso attraverso il caseificio associato Alan Farm). Prossime tappe a breve l’allargamento della base associativa con altri produttori del Lazio che operano oltre che a Latina e Frosinone anche a Rieti, Roma e Viterbo.