Chiedono che la darsena di Rio Martino torni fruibile. Sono i diportisti locali, che si mobilitano dopo il sequestro dei pontili disposto dalla Procura della Repubblica di Latina ed eseguito nei giorni scorsi dal Nipaf della Forestale. “Le darsene di Rio Martino – scrive Giancarlo Stefano Citrone, presidente dell’associazione regionale Nautica Lazio – unico approdo della città di Latina, ospitano circa 200 imbarcazioni offrendo un servizio a circa 400 diportisti locali. Nel canale, inoltre, ormeggiano vari corpi di protezione civile dediti alla sicurezza delle coste del nostro litorale,oltre che a diverse barche di pescatori professionisti. Le darsene, attualmente, danno lavoro a 10 persone addette alla guardiania e sistemazione delle sponde nonché all’ormeggio delle imbarcazioni. Ma Rio Martino non è solo questo, infatti intorno alla darsena ruotano almeno altre 15 aziende nautiche di Latina che offrono assistenza e servizi con un totale di addetti di 120 persone con un fatturato stimato tra i 7 e 10 milioni. In questo periodo di forte costrizione economica , dove negli ultimi 4 anni il fatturato vendite del settore nautico è sceso dell’80% ( dati UCINA), i servizi nautici sono l’unica vera risorsa economica per le aziende ,ma , a seguito di tale provvedimento, l’unica scelta che avranno i diportisti sarà quella di migrare in altri approdi di altri Comuni, sottraendo lavoro alle aziende locali”.

“L’indotto generato da Rio Martino – continua Citrone – è inoltre vitale per tutte le attività di Borgo Grappa (bar, pizzeria,ristoranti,frutteria, tabacchi etc…) che basa la propria economia soprattutto sui pescatori e diportisti locali. Il sequestro è avvenuto a seguito della mancata volontà da parte del Comune di Latina di rinnovare la concessione Demaniale alla Ge. Port. Latina srl, società composta da aziende nautiche di Latina;il motivo è legato ai lavori di ripristino delle sponde e dragaggio del canale che dovrà essere effettuato dalla Provincia di Latina. I tempi stimati sono di circa 3 anni con il la sospensione totale della navigazione e del servizio di ormeggio per la comunità dei pescatori e dei diportisti. Vorremo far notare al nostro Sindaco che in nessun altro porto, sia della Provincia di Latina né tantomeno d’Italia, si è mai intimato il blocco completo delle attività di ormeggio e navigazione (vedi Sperlonga o Nettuno), anzi, l’Amministrazione ha collaborato con i vari enti per evitare la sospensione del pubblico servizio. Inoltre, andando indietro nel tempo , in occasione del maxi sequestro del 2003, tante aziende nautiche chiusero come numerose attività commerciali del borgo e il turismo locale sparì completamente. Per non ripetere gli errori già fatti, chiediamo al nostro Sindaco di istituire un tavolo di confronto tra aziende nautiche, rappresentanti del borgo, pescatori professionisti e Provincia di Latina”.