E’ il giorno di Gianluigi Buffon, che a Coverciano, prima di partire per la Danimarcia, tocca vari argomenti, dalla discriminazione al possibile ritorno di Totti in azzurro, alla convocazione di Balotelli dopo la squalifica al suo record di presenze visto che contro i biancorossi danesi, il portierone della Juve calerà il suo gettone azzurro numero 137 superando Fabio Cannavaro, il capitano dell’Italia campione del Mondo in Germania nel 2006. “E’ un traguardo importante – dichiara il giocatore riferendosi al record di presenze – ma non sarà l’ultimo”. Il portierone ama la Nazionale che “è il vero punto di riferimento dell’intero movimento, l’espressione più bella del nostro calcio, la cosa migliore da esportare, visto che i risultati sono decisamente superiori rispetto ai club”.

DISCRIMINAZIONE – “E’ chiaro che il confine fra campanilismo, sfottò, discriminazione e offesa è molto labile. E, come in tutti i territori minati, si rischia sempre di saltare per aria. Credo invece che il fatto che sia salito alla ribalta un argomento simile, possa riunire tutti i contendenti affinchè si possa trovare realmente un punto di incontro. Alla fine lo faremo solo per il bene del calcio e penso che ne valga la pena”.

“Non è questione – continua il portiere azzurro – di cedere o darla vinta a qualcuno, io penso che l’aspetto primario e fondamentale sia il bene del calcio e lo si apprezza di più nel momento in cui c’è una bella cornice di pubblico e quando una partita può anche essere accesa da rivalità. In uno stadio può capitare che una piccola minoranza possa offendere avversari in maniera anche forte, magari gli altri 50mila non si comportano così, ma non fanno neanche niente per stigmatizzare queste iniziative. Si è parlato molto di alcuni cori durante il minuto di raccoglimento ma, a parte quel centinaio di persone che canta, ce ne sono tante altre che applaudono o che stanno in silenzio: se non approvano questo comportamento potrebbero farsi sentire anche loro, senza accettarlo in maniera passiva. Ci deve essere una presa di coscienza molto importante da parte di tutti, c’è da vedere se saremo maturi per farlo”.

IL RITORNO DI TOTTI – “Francesco – dichiara Buffon – è un giocatore immortale. Se sta in queste condizioni psico-fisiche, con la tecnica e le doti che ha, è un giocatore che può fare la differenza in qualsiasi palcoscenico e a qualsiasi età. Con le sue prestazioni sta dimostrando, se mai ce ne fosse bisogno, il campione che è sempre stato e che continua ad essere. E’ normale che si parli di lui in questi termini, ma è anche vero che siamo ad ottobre e che mancano sempre 8-9 mesi al Mondiale. Io credo che, se dovesse arrivare così alla fine del campionato, nessun allenatore, giocatore o tifoso avrebbe dei dubbi”.