Il consigliere comunale del centrosinistra (Sel) Carmen Porcelli, ha visitato nei giorni scorsi, insieme al segretario cittadino di Rifondazione Comunista, Antonio Tatti, lo stabile che ospitava la Polizia Stradale, che è di proprietà privata e sorge sulla regionale Pontina, e che da qualche settimana è stato occupato da tre famiglie in cerca di un’abitazione. E all’unisono affermano: “Sono oltre 500 le famiglie apriliane in graduatoria per ottenere una casa popolare e chissà quante altre, scoraggiate dalla mole della lista d’attesa, sono in cerca di un’abitazione ma hanno rinunciato ad avanzare qualsiasi diritto. A queste famiglie senza voce l’amministrazione comunale deve dare delle risposte. Anzi con l’occasione chiediamo un dibattito pubblico sul patrimonio immobiliare del comune. Rispetto alle politiche per la casa c’è bisogno di un’inversione di tendenza in questa città, troppo attenta alle speculazioni e poco al tessuto sociale e ai reali bisogni dei cittadini più deboli”. Tatti e Porcelli specificano: “I cittadini che hanno occupato quei locali sono coscienti di aver commesso un reato, in quanto hanno violato i sigilli di una proprietà privata, ma le responsabilità di un’amministrazione comunale che abdica al suo ruolo di sostegno e di aiuto a chi ha più bisogno, non costituiscono un altrettanto grave indizio di colpevolezza? In campagna elettorale, abbiamo affrontato la questione dei senza tetto, il dramma sociale che vivono molti nostri concittadini che sono alla ricerca di un’abitazione perché colpiti da uno sfratto pendente, ma abbiamo ottenuto per tutta risposta richiami per i problemi di ordine pubblico ai quali avremmo dato luogo qualora la nostra compagine, troppo tollerante, avesse vinto e quali conseguenze sarebbero scaturite per la percezione della sicurezza cittadina. Oggi, invece, constatiamo che quei disagi costituiscono una ghiotta occasione, offerta alla maggioranza che governa Aprilia, per fare passerella e muoversi con al seguito di fotografi capaci di testimoniare il grande, si fa per dire, interessamento al problema”. Concludono quindi i due: “Nel programma del centrosinistra, oltre all’istituzione dei canoni concordati per agevolare il pagamento degli affitti da parte dei soggetti più deboli, era stata inserita anche la possibilità di ottenere per le nuove concessioni edilizie quali opere di compensazione, unità abitative da destinare a famiglie in difficoltà. In altre parole chiedevamo di dare attuazione a quei principi fondanti per la costruzione di una società all’interno della quale benessere individuale e collettivo siano due aspetti tra loro legati da un rapporto di stretta complementarietà. Una società all’interno della quale ciascuno di noi nel correre verso il proprio destino, costantemente si volti indietro per aiutare chi, cade a terra. Introdurre il controllo pubblico del settore locativo per calmierare i canoni e dare sicurezza abitativa è possibile, promuovere una vera politica di edilizia sociale altrettanto”.